AAATTENTI IL CAVALLO CHIACCHERONE

Ho bisogno di un  po’ di tranquillità, d’accordo a me piace parlare ma sono anche anziano, ormai sono in pensione ed ho anche bisogno di riposare.

 

Questo dovevo ogni tanto ricordare ai miei amici che volevano spesso sentire i racconti sulla mia vita come cavallo in servizio presso la caserma dei Carabinieri di Roma.

 

Li potevo capire, la maggior parte di loro era nata e vissuta qui alla fattoria, così rimaneva affascinata quando io mi mettevo a raccontare di quando ero giovane, e di tutte le mie avventure con i miei giovani cavalieri che spesso, era la prima volta che si trovavano ad aver a che fare con un cavallo.

 

Mi ricordo di uno in particolare, Enzo, un siciliano di poco meno di vent’anni, lui non voleva far vedere che aveva un po’ di paura accanto a me così alto ed alle volte un po’ agitato,  ed allora cantava io allora, per tranquillizzarlo, gli davo una spintarella con il muso, ma lui all’inizio si spaventava ancora di più.

 

Ben presto cominciammo a diventare amici, quando entrava nella scuderia mi dava la voce, cioè mi chiamava, ed io felice del suo arrivo facevo un bel nitrito di gioia.

 

Poi gli insegnarono a salirmi in groppa ed a cavalcare, quanti ruzzoloni si è fatto, ma si sa che se non si cade non si impara ad andare a cavallo, e che dopo ogni caduta, anche se si è doloranti, bisogna subito rimontare  e continuare, almeno fino al prossimo capitombolo.

 

Io che gli volevo già bene, cercavo di trottare o galoppare il più possibile regolarmente, ma ogni tanto uno di noi due si distraeva ed Enzo cadeva.

 

Quando cominciò ad essere un bravo cavaliere, assieme ad un altro andavamo di servizio in giro per Roma, i ragazzi erano contenti quando venivamo mandati nei giardini di Villa Borghese, anche a noi cavalli piaceva perché si passeggiava tranquillamente in mezzo agli alberi, c’era il canto degli uccelli, il laghetto con i cigni ma soprattutto non c’erano gli Ufficiali a gridare sempre ordini.

 

I nostri giovani Carabinieri, oltre ai validi motivi nostri, per essere contenti, ne avevano anche altri di natura più terrena, c’erano a passeggiare tante ragazze e loro, i ragazzi, con la scusa di fare una carezza al cavallo, cercavano di fare amicizia e di farsi dare qualche appuntamento. Alle volte ci riuscivano, ma molto più spesso no.

 

Alla fine della passeggiata si ritornava in caserma, ma la giornata non era ancora finita perché i nostri ragazzi ci  dovevano pulire per bene, poi riempirci la lettiera di buon fieno fresco e dopo di questo potevano finalmente pulirsi e mangiare.

 

Quando io raccontavo queste storie i miei amici diventavano come bambini non erano mai stanchi e mi dicevano:”AAATTENTI ancora raccontaci qualcos’altro”, allora io rispondevo che per quel giorno ero stanco e li mandavo tutti a dormire.

 

Era il 2 di giugno, questo mi riportava alla mente tanti ricordi, quando ero anch’io in servizio, questo giorno era uno dei più stancanti, c’era la sfilata alla via dei Fori Imperiali, per festeggiare la Festa della Repubblica.

 

La giornata per tutti noi che sfilavamo, uomini e cavalli, iniziava verso le 2 del mattino perché dalla Caserma per arrivare nella zona prevista ci voleva un bel po’ di tempo, ed essendo più lenti dovevamo partire per primi, ma poi avremmo sfilato per ultimi perché come si sa gli animali i loro bisognini li fanno quando capita, ed allora dopo di noi non poteva passare nessun altro.

 

La fatica era tanta, ma ogni anno era sempre un’emozione, la folla che applaudiva, le bande che suonavano e nel palco delle Autorità tutti in piedi con gli Ufficiali sull’attenti. Valeva la pena per tutto questo, non si sentiva nemmeno più la stanchezza.

 

Raccontando questa giornata mi commovevo sempre, un po’ perché ricordavo dei tempi felici ormai passati, quando ero un giovane cavallo pieno di forza, ed anche perché mi tornavano alla mente tanti miei amici che non avrei rivisto mai più.

 

Allora i miei compagni della fattoria, che vedevano la mia commozione, dicevano per tirarmi su di  morale:” Non essere triste tu hai fatto tante cose, hai visto tanti posti nuovi, che dovremmo dire noi che siamo stati sempre qui? Stai contento sei stato proprio fortunato tu.” Certo avevano proprio ragione loro.

 

In questi giorni sono molto impegnato, devo dare delle lezioni alla nostra ochetta che vuole imparare il più possibile, certo è  stufa di sentire dire che è una stupidina, ma non lo è, già il fatto di voler imparare significa che è intelligente, ed allora viene da me qualche ora al giorno ed io le racconto dei posti e delle persone che ho visto girando il mondo con i Carabinieri. Lei mi ascolta affascinata e delle volte mi chiede anche delle cose alle quali io non saprei  rispondere, non posso mica sapere tutto, ma io non mi perdo di coraggio, ho tanta immaginazione ed invento sempre qualcosa.

 

Dite che non si fa? Che sono bugie? Avete ragione non si dicono le bugie, ma sono a fin di bene, e poi  che figura farei se dicessi che certe cose non le so?

 

Così passano i giorni, ma non vi ho detto come mai sono capitato qui alla fattoria, allora mi ero fatto un po’ vecchio per continuare ad essere un cavallo in servizio, così il Comando dei Carabinieri a me ed ad altri 10 cavalli ci ha venduti, io credo di essere stato il più fortunato perché gli altri 9 li ha comperato un signore che aveva una grande macelleria, non voglio nemmeno pensare che  fine hanno fatto, io invece sono stato comperato dal Vanni perché Lucetta, sua moglie vuole imparare a cavalcare, ed essendo io ormai bello tranquillo e non più giovane, sono proprio quello giusto.

 

Così, quasi tutte le mattine ci facciamo una bella passeggiata io e lei, qui attorno ci sono dei bei prati ed anche un bosco ombreggiato, poi ho le lezioni private ed al pomeriggio e sera le riunioni per il racconto della mia vita. Come vedete bene non mi annoio e poi la notte sogno e nei miei sogni sono ancora un giovane cavallino!    

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AAATTENTI IL CAVALLO CHIACCHERONEultima modifica: 2007-07-04T18:20:11+02:00da lillirubi
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Un pensiero su “AAATTENTI IL CAVALLO CHIACCHERONE

  1. Una versione originale delle memorie di un militare a riposo.
    Chissà,…………se davvero gli animali potessero parlare.

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