(DIAVOLO) IL GATTO NERO

Pancia mia, fatti capanna, quante belle gallinelle, quante cose buone da mangiare.

Questo è,  stato arrivando per caso nei miei girovagare, in quella bella fattoria, il mio primo pensiero,  ma ancora non avevo visto Tato il bel cane dalmata che abitava lì, lui però, faceva buona guardia, ed anche se io sono bello grosso, lui  era più grande di me, e subito mi face capire che se non davo fastidio agli animali e mi comportavo bene sarei anche potuto rimanere.

Da mangiare c’era in abbondanza per tutti, e Vanni,  il padrone era una brava persona.

 Io prima di credergli volevo vedere di persona, con i gatti neri la gente di solito si comportava in modo strano ed io da buon gatto di strada avevo avuto parecchie brutte esperienze.

La sera mi trovai un angolino per dormire, come si suol dire con un occhio solo,  pronto a scappare al primo segno di pericolo,  per fortuna tutto era tranquillo, ed al mattino mi svegliai bello riposato e curioso di vedere la reazione di questo Vanni alla mia vista.

Appena mi vide si mise a gridare, io pensai subito:” Ecco un altro che ha paura dei gatti neri, sono un po’ stupidini questi uomini!”

Per fortuna mi sbagliavo, questo era uno giusto, stava  chiamando sua moglie Lucetta:” Vieni, presto, guarda che bel gattone, è tutto nero, lo vogliamo chiamare Diavolo? Che ne dici?”

Fortunatamente anche lei  era simpatica e brava, per il momento avevo trovato un posto per vivere un po’ più tranquillo, quanto sarebbe durato ancora non lo sapevo, ero sempre un randagio a cui non piacevano i legami.

Passavano i giorni, cominciavo ad affezionarmi a quelle brave persone, per gioco inseguivo gli animali del  pollaio,  ed anche se dicono che cani e gatti non vanno d’accordo  io con Tato ero diventato amico.

Una mattina mi svegliai che non potevo aprire gli occhi, la notte ero andato in giro per il paese in cerca di micette, venne il Vanni, mi vide conciato a quel modo, allora ritornò in casa e ne uscì con una tazza piena di  un liquido profumato, e cominciò, con quello a lavarmi gli occhi, al momento mi spaventai un poco, ma dopo mi  accorsi che cominciavo a sentirmi  meglio, e che quel liquido che mi gocciolava sulle labbra era  anche buono di sapore.

Anche Lucetta, che i primi giorni, sembrava non avesse nemmeno il  coraggio di toccarmi, ora spesso mi accarezzava, e quando sono stato male e  non mangiavo, mi ha portato dal medico per  noi animali  il veterinario, lui le diede delle medicine che io dovevo prendere 3 volte al giorno, e Lucetta per potermi curare meglio, mi portò dentro la loro casa.  

Aveva ragione Tato erano proprio delle brave persone, mai nessuno era stato così  gentile con me.

Credo che siano già passati dei mesi, qui ci sto proprio bene, mi manca una compagna gattina, così anch’io potrei avere dei micetti e sistemarmi per la vecchiaia, la sto cercando, non è facile, non ci sono altri gatti in zona, solo quelli che vivono nelle case, ma a quelle gattine non  vado a genio e poi stanno sempre chiuse dentro casa, devo andare a fare un giro ed allontanarmi un po’, così faccio, e me ne vado per qualche giorno.

Non avevo pensato che Tato, Vanni e Lucetta si sarebbero preoccupati, non mi ero ancora abituato a tante attenzioni, così al mio ritorno, nessuno al momento fece caso che non ero da solo, e tutti a dirmi:” Diavolo, sei tornato, siamo stati in pena per te, non sapevamo cosa pensare.”

Io imbarazzato per tutte quelle smancerie, spinsi avanti Rossetta, la mia gattina, ed allora l’attenzione si spostò tutta su di lei, non vi dico i complimenti e le battutine scherzose sulla mia fuga d’amore, ero stato perdonato.

Dopo un po’ di mesi diventai papà di 5 bei gattini, uno tutto  nero uguale a me e gli altri che somigliavano di più alla mamma orgogliosa e felice.

Si  fece grande festa per queste nascite ed i padroni ci prepararono delle belle lettiere e delle ceste belle calde dove dormire la notte. Tutto sembrava andare per il meglio, la vita alla fattoria era serena, si mangiava bene, avevo tanti amici, i padroni oltre al cibo non ci facevano mancare le carezze. MA!  Purtroppo c’era il solito MA a rovinare  tutto.

Io mi ero abituato, essendoci stato di più,  alla vita tranquilla di casa, ma Rossetta che aveva vissuto da sempre come gatta randagia cominciava a dare segnali di inquietudine, inoltre i nostri figli cominciavano a voler andare ad esplorare il mondo, quello fuori dalla fattoria e così mi feci convincere ed una mattina di buon’ora ce ne andammo, lo facemmo da ingrati senza salutare né dire niente a nessuno, io mi sono ripromesso un giorno di ritornare, ma chissà se questo sarà possibile, se la vita non mi riserva qualche brutta sorpresa, ritornerò.          

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(DIAVOLO) IL GATTO NEROultima modifica: 2007-07-04T15:30:00+02:00da lillirubi
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2 pensieri su “(DIAVOLO) IL GATTO NERO

  1. Io sono affascinata dai gatti, ne ho avuto uno nero da ragazzina, lo chiamavamo Lucifero, morì tra le mie braccia forse aveva un brutto male poverino. Da “grande” ne ho avuti 4 tutti insieme per circa 20 anni ora Andy è l’ultima rimasta …… Baci Poldy

  2. I gatti sono animali stupendi proprio perchè, anche quando vivono in una casa, mantengono una certa indipendenza.
    Al contrario del cane non è un animale da branco, quindi tende sempre a decidere autonomamente.
    Non per questo non vuol dire che non sia capace di affezionarsi.

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