IL GALLO DEE JEY

A me piace la bella vita, così quasi tutte le sere, vado in discoteca con qualche bella gallinella, e quando capita, mi fanno fare il  disc-jockey. Cos’è questa storia,  di svegliarmi presto al mattino, per fare CHICCHIRICHIIII, affinché si svegli la gente della fattoria. Perché non si comprano una sveglia, dico io. La mia voce serve a ben altro, quando passa la più bella del pollaio, allora spontaneamente mi esce un CHICCHIUUUU! di ammirazione Quando invece mi arriva addosso qualche oggetto tirato dal Vanni, il suono cambia e diventa CHICCHIAIIII! Credo però, che farò bene a darmi una regolata, ed a mettere la testa a posto, perché vedo e sento strane cose. Ieri sono venuti due brutti ceffi, hanno detto al padrone:” Ti lamenti sempre che il tuo gallo non fa bene il suo lavoro, noi te lo paghiamo bene, daccelo si vede che è forte, ha degli speroni belli potenti, noi lo facciamo combattere e siamo sicuri che ci farà guadagnare tanti bei soldini.” Il Vanni rimase in silenzio, e poi disse: “Ci devo pensare, ve lo farò sapere.” Passò qualche giorno, io non avevo capito bene di che cosa si trattasse, ma immaginavo che non doveva essere  niente di buono per me. Ce la misi tutta la mia buona volontà, andai di meno in discoteca, ma ormai ero tanto  abituato a svegliarmi tardi, che il mio primo CHICCIRICHI  non riuscivo a farmelo uscire prima delle 9-10 del mattino. Troppo tardi come sveglia per chi doveva andare a lavorare nei campi.

 

Il padrone, che era troppo buono, mi  disse: “Oggi ti porto in un posto a vedere che fine fanno certi tuoi compagni  che fanno tardi la sera e che allora non  riescono a fare bene il loro lavoro, a buon intenditor poche parole!”

 

Mi mise in una cesta, e con la macchina andammo in un posto fuori dal paese, era una località che io non conoscevo, un poco nascosta, frequentata da gente poco raccomandabile, c’erano anche quelli che avevano parlato di  me con il Vanni. Quando lo  videro dissero:”Allora hai deciso?” Fortunatamente io ero  nascosto nella cesta e lui rispose:”No sono venuto solo a guardare.” Entrammo in questa grande stanza rotonda, al centro il  pavimento ricoperto di terra, era tutto sporco di sangue, attorno, attorno c’era tanta gente che gridava e che si scambiava dei  soldi, all’improvviso in quel cerchio di terra vennero buttati due bei galli come ero io, e cominciarono a lottare tra loro, mentre la gente tutta urlante faceva il tifo sull’uno o sull’altro e scommetteva  su chi avrebbe vinto ed ucciso.

 

Io non potevo neanche guardare, dovevo trattenere il CHICCHIRICHI  di dolore che mi voleva uscire vedendo la crudeltà di quelle persone che si divertivano a guardare una cosa così barbara e cattiva. Quando  tornammo a casa il Vanni mi disse:”Non temere, non ti darò mai  a quei delinquenti, tu però vedi di fare il tuo dovere, non per  paura, ma perché tutti noi abbiamo un compito nella vita da portare avanti e dobbiamo farlo nel miglior modo possibile. Il tuo è quello di svegliarci con il tuo bel CHICCHIRICHI per dare l’inizio ad  una  giornata sicuramente faticosa, ma bella e piena di soddisfazioni e gioia.

 

Con grande fatica,  le mattine successive a questo discorsetto, iniziai la mia giornata verso le 5, d’inverno era ancora buio, io mi chiedevo come facessero quelli della fattoria ad essere in forma, per me era ancora piena notte.

 

La domenica però non si lavorava ed allora, il sabato sera facevo baldoria, tanto poi potevo dormire. Il mio primo CHICCHIRICHI  si sentiva verso le 4-5 del pomeriggio, ma non aveva importanza, tanto gli altri stanchi della settimana dormivano quasi tutto il giorno.           

 

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IL GALLO DEE JEYultima modifica: 2007-07-04T17:40:00+02:00da lillirubi
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