VANNI E LUCETTA

“Lassù sulle montagne fra boschi e valli in fior….”

Io e mia moglie, ispirati dal paesaggio circostante, stavamo allegramente cantando.

Era il secondo giorno di una tanto sospirata vacanza,  finalmente lontani dalla città, dal lavoro stressante, liberi di girovagare senza meta e senza obblighi di nessun genere.

Per questo motivo non avevamo previsti itinerari particolari, e nemmeno prenotato alberghi, tanto era settembre e le zone che noi intendevamo visitare non erano frequentate dai turisti, difatti in questo momento stavamo entrando in un graziosissimo paesino che ad occhio e croce poteva fare al massimo un centinaio di abitanti.

Ci fermammo nell’unico bar del paese per fare colazione, il cappuccino era ottimo si sentiva che il latte era di quello appena munto, per non parlare poi della fetta di crostata, la marmellata era di arance e c’erano anche i pezzettini di buccia candita. Una vera leccornia! La signora del bar tutta contenta dei nostri complimenti, era quasi meravigliata, lei disse: “Qui è tutto genuino, io non so proprio come fate voi in città, a vivere in mezzo a tutta quella confusione ed a respirare quell’aria inquinata!”

Noi la salutammo e risalimmo in macchina ma forse quell’aria così pura le aveva fatto male, lei “la macchina” abituata allo smog si rifiutava di ripartire, io cominciai a dire:” Ed ora che facciamo? “

Già il paese mi sembrava meno bello, non avevo visto neanche un officina meccanica, e se il problema fosse stato grave non c’era nemmeno un posto dove dormire. Come avremmo passato la notte?

Mia moglie,l’eterna ottimista, disse:”Non ti preoccupare ora chiedo alla signora del bar, senz’altro troveremo come risolvere la situazione.”

Quando uscì disse:”Tutto fatto, tra un po’ viene il Vanni che abita in una fattoria poco fuori il paese, ci rimorchia con la sua macchina e siccome lui in città aveva lavorato come meccanico, vedrà se il problema della macchina lo può risolvere lui.”

A me però non bastava, dovevo per forza continuare a preoccuparmi ed allora dissi:” E va bene, forse lui potrà aggiustare la macchina, ma come faremo per dormire?”

“Poi vedremo (disse mia moglie) la signora del bar mi ha detto che vive assieme alla moglie in una grande fattoria, e che sono proprio delle brave  persone, chissà, se gli facciamo simpatia forse ci possono ospitare.”

Passò circa mezz’ora ed arrivò un camioncino, scese un bell’uomo brizzolato, si avvicinò a noi con un sorriso cordiale e con una forte stretta di mano disse:” Bene arrivati, questo è il modo migliore per apprezzare le bellezze del nostro paesino, rimanere per qualche motivo costretti a fermarsi, altrimenti qui tutti passano, vanno al bar in bagno, fanno il giro del lago e vanno via. Ora andiamo a casa ed intanto che io e lei controlliamo la macchina, sua moglie e la mia fanno amicizia ed insieme preparano un pranzetto.”

Arrivammo alla fattoria, era una bella casa di due piani, all’ingresso ci accolse sorridendo Lucetta, la moglie del Vanni, era una bella donna di aspetto fine con modi molto gentili, subito prese sottobraccio mia moglie e scomparvero all’interno della casa.

Io e Vanni ci mettemmo subito al lavoro per scoprire cosa era successo alla macchina, mentre controllava il motore il Vanni senza che io gli chiedessi niente, cominciò a raccontarmi di lui e Lucetta disse:” Certo che la vita è strana io e Lucetta ci siamo incontrati in città, lavoravamo tutti e due io in fabbrica e lei in banca, a tutti e due piace molto ballare ed allora frequentavamo una scuola di ballo, dovendo ballare in coppia ed essendoci iscritti singolarmente, l’insegnante decise che stavamo bene insieme per ballare e così cominciò la nostra amicizia.

E così sai come vanno queste cose, un valzer oggi, un samba domani, ci siamo ritrovati innamorati, nessuno dei due era contento della vita che faceva in città, io in fabbrica dovevo fare i turni e lavorare la notte per me era molto faticoso, e poi il lavoro che facevo era anche pericoloso e di responsabilità, così spesso mi ritrovavo a rimpiangere la vita tranquilla qui del paese, ma qui mancava il lavoro. Lucetta invece lavorava in banca, anche il suo era un lavoro di responsabilità, quasi sempre era alla cassa, ed allora doveva stare molto attenta a non sbagliare. Perciò tutti e due vivevamo scontenti.

Quando nei fine settimana eravamo liberi ci mettevamo in macchina e ci spostavamo qui, la casa era un po’ da sistemare ma quei due giorni passati in mezzo a queste montagne con questa aria pura ci faceva poi ritornare ricaricati in città ad affrontare un’altra settimana di confusione e smog.

Nessuno dei due aveva il coraggio di dire molliamo tutto e veniamo a vivere qui.

Il destino decise per noi, un giorno nella banca dove lavorava Lucetta fecero una rapina, la mia Lucetta, che era alla cassa, si ritrovò minacciata con una pistola, fortunatamente andò tutto bene ed a nessuno fu fatto del male, ma lei rimase talmente scossa che potendolo fare si mise in pensione. Io feci lo stesso ed ora eccoci qui, senza rimpianti viviamo delle nostre due pensioni, coltiviamo un po’ di terra la nostra mucca Bianchina ci da tanto buon latte e poi ci sono tutti gli altri animali che a volte io gli parlo e che se non mi prendi per matto ti confiderò che credo mi capiscano.”

In quel momento arrivarono Lucetta e Franca, mia moglie, Lucetta ridendo disse a suo marito:”Allora come sta l’ammalata? E’ grave?” Spero proprio di si perché io e Franca abbiamo pensato che sarebbe bello poter passare tutti insieme questi vostri  giorni di vacanza. La casa è grande noi due già sentiamo di essere amiche, Vanni credo che ormai ti avrà raccontato già tutta la storia della nostra vita, perciò Giulio se sei d’accordo con grande piacere siete nostri ospiti.

Io e Franca ci guardammo sorridendo erano proprio simpatici e delle brave persone.

Chissà forse i moderni agriturismo sono proprio cominciati così!

                                                                                                                                                                                                                                 

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VANNI E LUCETTAultima modifica: 2007-07-05T18:20:00+02:00da lillirubi
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Un pensiero su “VANNI E LUCETTA

  1. Complimenti, un bel racconto che ti coinvolge parlando in maniera pacata e quasi casuale degli stress della vita cittadina, senza fare sterili polemiche sulle colpe dell’umanità.
    Racconti come questi riescono a rilassare i nervi del lettore, quasi come se l’avesse vissuto in prima persona.

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