L’OCA INVIDIOSA

 

Ma io mi domando e dico, siamo tutti e due grossi uccelli dal piumaggio bianco e dal becco giallo, eppure di lui,  il cigno, si dice   è elegante, addirittura gli hanno dedicato un  balletto classico, a lui ci si abbina il nome   di famosi musicisti,  uno per tutti Giuseppe Verdi  “Il cigno di Busseto”.

 

Io invece vengo accoppiata con donne poco intelligenti “stupida come un’oca”, poco eleganti e con il sedere un po’ basso “cammina come un’oca”, ed alle ragazze che ridono tanto si dice “ ridi come un’oca” non si pensa che magari è giovane e contenta della vita.

 

Così ho preso una importante decisione, ieri ho fatto un giro per la fattoria in cerca di chi mi poteva aiutare,  prima di tutto a sfatare  la credenza sulla mia stupidità, credo di aver trovato un valido insegnante in AAATTENTI  il bel cavallo che in fatto di esperienza ne ha  tanta, e che è anche un gran chiacchierone, quindi beata l’ora se ce chi lo ascolta.

 

Per quanto riguarda il portamento e quindi l’eleganza, è un po’ più difficile,  tra noi animali proprio non ne vedo nessuno di elegante, forse solo Narciso,  il pavone, si avvicina un po’ più degli  altri al concetto di eleganza, ma da quando ha avuto la sua disavventura, se ne sta sempre in disparte. Certo c’è chi è uno spettacolo per  gli occhi  quando cammina, ed è Lucetta, la padrona, lei però è anche fortunata perché può indossare le scarpe con i tacchi, che danno tutto un altro portamento.

 

Ho deciso,  imiterò Lei, e per ovviare all’inconveniente dei tacchi, cercherò di camminare sulle punte dei piedi.

 

 Ieri mattina ho avuto la mia prima chiaccherata-lezione, con AAATTENTI, certo che quando comincia, è difficile da fermare, parte come si usa dire, visto che è un cavallo a “spron battuto”, mi raccontava un sacco di cose,  ed io faticavo ad interromperlo per  riuscire a chiedere qualche spiegazione. Quando passò la mattinata, ero con la testa confusa e che anche mi faceva un po’ male, così  mi appartai un pochino cercando di riprendermi.

 

Ero là tutta tranquilla, quando uscì dalla casa Lucetta, la guardai mentre camminava piena di grazia,  allora provai a muovermi come avevo pensato, cercando di stare sulle punte dei piedi,  come era difficile, ed anche faticoso, ma mi dissi:”Che pretendi, è la prima volta, devi farci l’abitudine, e poi vedrai sarai invidiata anche da Carla Fracci”.

 

Passavano i giorni, tutte le mattine andavo a sentire i racconti del cavallo chiacchierone, ma, o io ero stupida come dicevano, oppure lui era un cattivo maestro, non imparavo niente, ed alla fine me ne andavo sempre con un gran male di  testa.

 

Per quanto riguardava invece l’eleganza e la grazia dei movimenti, anche qui facevo pochi progressi, ma questo mi demoralizzava meno perché, non dipendeva tanto dal mio cervello, ma dalla mia forma, il sederino basso non si poteva mica sollevare, ero nata così un’oca e non ci potevo fare nulla.

 

Se questi erano dei difetti, erano comuni a tutte noi oche, le altre riuscivano a vivere bene ugualmente, io però ne avevo uno molto brutto di cui dovevo assolutamente liberarmi l’INVIDIA ed allora avrei potuto vivere serenamente e QUA QUA QUA gioiosamente!  

 

L’OCA INVIDIOSAultima modifica: 2008-02-10T17:11:19+01:00da lillirubi
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